Centro Antiviolenza Bari | Riconoscere la Violenza
6603
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-6603,edgt-cpt-1.0.2,ajax_fade,page_not_loaded,,homa-ver-1.9, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive

SAPER RICONOSCERE LA VIOLENZA

L’atto violento nasce dalla necessità intrinseca di avere potere sull’altro.
Il fine ultimo dell’azione diviene dunque il violare i limiti di un individuo, ed il mezzo utile risulta qualsiasi atto coercitivo. Normalmente si tende a considerare come unico atto violento quello in grado di causare danni fisici, in realtà esso comprende uno spettro nettamente più ampio di azioni in grado di causare sofferenza in qualsiasi aspetto della vita dell’individuo.
La violenza quindi può essere di diversi tipi. Le vittime di violenza possono essere indiscriminatamente uomini e donne di ogni fascia di età. Seppur differente nelle sue manifestazioni, l’atto violento sottende ad una necessità altra: colui il quale lo agisce ottiene e sancisce il dominio sulla vittima. L’abusante risulta in grado di piegare la libertà della vittima al proprio volere.
Quando si prende in esame la violenza di genere, istintivamente si è portati a pensare alla violenza sessuale agita da individui sconosciuti alle vittime; in realtà nella maggior parte dei casi gli attori sono individui appartenenti alla ristretta cerchia parentale o amicale della vittima. Molto più spesso di quanto non sia comunemente ritenuto la violenza sessuale non assume il connotato di “stupro” come atto fine a se stesso, ma appare più spesso inserita in un continuum di coercizioni ed obblighi all’interno della relazione con l’aggressore. La violenza di genere dunque raccoglie in sé tutti i comportamenti che una donna può trovarsi a subire all’interno di un ambito relazionale. Attorno a questo fenomeno si sono andate organizzando talune ipotesi che vale la pena analizzare:

  • Le violenze ai danni delle donne e dei bambini sono nettamente più diffuse di quanto non si pensi, uno dei motivi principali di questa scarsa consapevolezza è dato dalla mancata denuncia per timore delle ritorsioni.
  • Non esiste una specifica fascia sociale di “appartenenza” del soggetto abusante, né è possibile una precisa definizione di personalità del maltrattante.
  • L’atto violento non rientra esclusivamente tra i comportamenti connessi ad una momentanea perdita di controllo, per quanto ciò possa verificarsi; è molto più comune la strutturazione reiterata di una modalità relazionale tra gli individui in grado di mantenere vivo tale comportamento.
  • Non sempre la presenza di un vissuto di violenza nell’età infantile porterà a strutturare una modalità relazionale violenta, né tale comportamento è strettamente ricollegabile alla dipendenza da sostanze o disturbi psichiatrici.

Le conseguenze della violenza sulle vittime sono molteplici e risultano di estrema rilevanza quelle legate al benessere psico-fisico. Oltre ai danni fisici direttamente ricollegabili alla circostanza, sono spesso presenti disturbi psichiatrici legati allo spettro ansioso-depressivo, come disturbi d’ansia, disturbo post traumatico da stress, ovvero forme di autosvalutazione e di ritiro sociale. Inevitabilmente questo tipo di reazione incide in maniera estremamente rilevante sulla qualità di vita dell’individuo, fino a poterne modificare le abitudini, le relazioni ed il funzionamento. Un meccanismo di mantenimento di questo “circolo vizioso” è rappresentato dalla paura che la violenza possa reiterarsi, la paura per l’aggressore, specialmente se appartenente al contesto socio-familiare, porta le vittime a non denunciare l’accaduto e, conseguentemente, a non cercare aiuto.
Su questo atteggiamento si radicano la forza della violenza e la “vittoria” dell’abusante, poiché nella limitazione della vita dell’altro si sancisce definitivamente il proprio potere sull’altro.

VIOLENZA FISICA

Per violenza fisica s’intende un atto finalizzato a far del male e/o a provocare spavento. L’azione violenta può comportare segni evidenti come quelli di calci o pugni o può essere meno palese ma pur sempre dolorosa con attacchi ad animali e oggetti che rientrano nella sfera affettiva della persona colpita. In quest’ultima categoria rientrano i danni al mobilio e a oggetti necessari come documenti di lavoro. Si va quindi dalla violenza fisica a quella che punta al controllo della persona.

VIOLENZA PSICOLOGICA

La violenza psicologica può essere presente in tutti i tipi di violenza ma può presentarsi anche da sola. Di solito tutto parte dalla violenza psicologica ed è da qui che si sviluppano le altre forme violente. Non lascia segni evidenti e, per questo motivo, non viene percepita né dagli estranei né da chi è vittima. Alcuni esempi di violenza psicologica sono le minacce, i ricatti, le umiliazioni sia in presenza di altri che tra le mura domestiche, lo svilimento, il controllo totale della vita dell’abusato, tanto da compromettere le normali relazioni sociali inducendo quest’ultimo ad allontanarsi da parenti e amici fino a rimanere solo.

VIOLENZA SESSUALE

La violenza sessuale comprende qualsiasi tipo di coinvolgimento in atti sessuali senza consenso. Dai commenti o messaggi a sfondo sessuale alle avances, dai tentativi di attività sessuale sino al traffico sessuale perpetrati con la forza e senza il volere della controparte.

VIOLENZA ECONOMICA

La violenza economica è tra quelle più nascoste e non facili da individuare, di solito anche da chi ne è vittima. Sono considerate violenza economica la sottrazione o la negazione d’accesso al denaro o ad altre risorse primarie. L’intervento sabotatorio nella sfera lavorativa della donna e l’opposizione ad ogni opportunità educativa o abitativa. In sintesi è violenza economica tutto ciò che porta la donna ad essere subordinata finanziariamente al proprio partner e/o non avere le possibilità economiche per sostenere se stessa o i propri figli. La violenza economica toglie all’abusato la completa libertà decisionale e, spesso, impedisce la vittima di denunciare.

VIOLENZA ASSISTITA

La violenza assistita da minori è un tipo di abuso minorile. Si tratta di una violenza psicologica che si manifesta spesso all’interno delle mura domestiche.

STALKING

Lo stalking, da pochi anni riconosciuta come violenza dalla legge sul nostro territorio, si manifesta con un controllo ossessivo da parte dell’abusante sull’abusato. Lo stalking nasce sovente da una relazione interrotta ed è spesso la causa di femminicidi o tentati femminicidi.
Questo comportamento compulsivo può partire dall’invio di doni quotidiani non graditi, seguito da pedinamenti, minacce tramite i vari mezzi di comunicazione (email, sms, telefonate e messaggi) fino a veri e propri appostamenti nei luoghi frequentati dalla vittima, che sia l’ufficio o la casa.

 Per approfondire la tematica scarica e leggi i seguenti documenti:
> Allegato 1
> Allegato 2
> Allegato 3

Rimani in contatto con il centro