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Storia di violenza famigliare a Bari

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Storia di ordinaria violenza. Anzi straordinaria, visto il tenore delle minacce, delle vessazioni e dei maltrattamenti subiti da un’anziana donna a Bari per mano di suo genero e di sua figlia.
Il fatto è accaduto e si e perpetrato per mesi ai danni di una signora di 76 anni, che occupava una delle case popolari di quella parte del capoluogo pugliese.
Gli aguzzini sono stati per lei sua figlia di 50 anni e il genero di 53, da poco uscito di carcere dopo aver scontato una condanna per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Nel suo storico, una sfilza di reati contro la persona, lesioni personali e poi truffa e guida senza patente.
È stato lui, insieme alla moglie, che dopo essere stati accolti dall’anziana donna in casa sua, si sono letteralmente impossessati dell’abitazione e di alcuni oggetti di lei, come la social card, hanno distrutto mobili e impedito alla signora di accedere ad alcune zone della casa come la cucina o il bagno. A tutto questo si sono aggiunti insulti e minacce, tante, troppe.
I maltrattamenti andavano avanti da un anno e c’erano state diverse denunce da parte della donna ai carabinieri, senza però che queste avessero portato ad una soluzione della vicenda. Fino allo scorso 12 agosto, giorno in cui il GIP Alessandra Piliego ha accolto la richiesta del PM Simona Filoni di allontanamento dalla casa della donna del genero e di sua figlia, responsabili per maltrattamenti e violenza privata.
A dare un sostegno concreto all’anziana donna, ormai debilitata nelle sue condizioni psicofisiche a causa delle vessazioni subite, è stato il Centro Antiviolenza di Bari “La Luna nel Pozzo” e l’assistente sociale Antonietta Sambati del Primo Municipio. Grazie al loro intervento, la donna ora è al sicuro in una casa protetta, in attesa che le procedure burocratiche si svolgano per permetterle di rientrare in possesso della sua abitazione.
Qui la donna può trascorrere le sue giornate serenamente, certa che quella violenza di cui è stata vittima è solo un ricordo, mentre un personale specializzato le fornisce il sostegno psicologico di cui necessita.
Il servizio offerto dal CAV barese “La luna nel Pozzo” è promosso dal Comune di BariAssessorato al Welfare ed è gestito dalla Cooperativa Sociale C.R.I.S.I.
La luna nel pozzo è impegnata da anni in prima linea nella lotta ad ogni forma di violenza e, grazie ai progetti che promuove e all’attività che svolge, ha assunto un ruolo importante nella difesa dei diritti delle donne, dei minori e delle famiglie. Un impegno profuso senza risparmio e che ha permesso fino ad ora di “salvare” dai maltrattamenti molte donne. Il centro è attivo tutti i giorni in via San Francesco d'Assisi 75 – Bari, con i seguenti numeri telefonici: 080/3327517 (attivo nelle ore di ufficio); 800 20 23 30 (attivo h24) ed è presente sul sito http://www.centroantiviolenzabari.it.
Una storia di violenza familiare, triste ma a lieto fine, quella della signora barese, che dimostra come la sinergia tra le forze dell’ordine, gli organi di giustizia, i Servizi Sociali, realtà attive come il CAV e tutte le istituzioni pubbliche e private coinvolte nella lotta alle violenze, sia indispensabile per intervenire in modo concreto ed incisivo su episodi che potrebbero avere conseguenze drammatiche ed irreversibili.