News

Gli Stati generali delle donne a Bari

Si sono svolti a Bari il 2-3-4 a prile gli Stati generali delle donne, tre giorni di confronto, discussioni, proposte per porre le donne al centro della vita sociale, politica, economica e culturale della nostra città. Di seguito il documento conclusivo dei lavori.

“Gli Stati generali delle donne” si sono chiusi portando a termine il lavoro che le donne che vi hanno partecipato si erano proposte. Nelle tre giornate di lavoro e studio più di 200 donne si sono iscritte ai tavoli e oltre mille followers hanno seguito i lavori attraverso la pagina facebook degli Stati generali. Si tratta di un risultato storico, specie se contestualizzato nella crisi attuale di paradigmi e di rappresentanza, che un tale numero di donne della sola città di Bari e di ogni colore politico con passione si sia confrontata a tempo pieno sui temi della politica.

Questo appuntamento ha permesso nella tre giorni di fare anche informazione e formazione politica, di approfondire i meccanismi della cultura della partecipazione. C’è stata la possibilità di ascoltare il confronto di opinioni differenti e il percorso condiviso ai tavoli di lavoro ha portato alla costruzione de “La città delle donne”: la città di tutte e di tutti. Per i tempi brevi di implementazione dell’iniziativa, cominciata appena l’8 marzo scorso, si tratta di risultati sorprendenti.

Gli Stati generali, come chiarito nelle premesse, intendono porre all’attenzione della cittadinanza, dei candidati sindaci, dei partiti, anche un elenco di possibili candidate che si sottoporranno al vaglio elettorale. Si tratta di donne che hanno partecipato agli Stati generali, che hanno creduto in questa iniziativa, che hanno sottoscritto un “patto di lealtà e di responsabilità” che non si concluderà qui, ma intende continuare anche per le prossime regionali e a seguire, per le politiche.

Fra le proposte c’è chi ha già scelto di candidarsi, chi sta scegliendo in queste ore, chi viene segnalata dagli Stati generali per favorire questo percorso.

Intanto, la pagina facebook de Gli Stati generali, si arricchirà nei prossimi giorni dei punti del programma de “La città delle donne” e dei video di qualche minuto realizzati da ciascuna delle candidate per promuovere il proprio profilo agli oltre mille followers che hanno seguito la manifestazione in questi giorni.

Nel patto di lealtà e di responsabilità” che le donne hanno stretto e firmato c’è, fra l’altro:

1)    lavorare per la realizzazione del programma de “La Città delle donne”

2)    non interrompere il filo costruito in questi giorni partecipando a riunioni periodiche indette dal coordinamento de “Gli Stati generali” per la verifica dell’attuazione del programma,

3)    disconoscere qualsiasi meccanismo di abbinamento fra candidati che presupponga una sudditanza delle donne rispetto ad un candidato uomo.

4)    inoltre Il “patto di lealtà e responsabilità” impegna le candidate, per tutta la campagna elettorale e nel prosieguo nell’attività amministrativa che auspichiamo veda la presenza di molte donne, ai principi della massima trasparenza, sobrietà nell’uso delle risorse, massimo coinvolgimento e capacità di sussunzione delle istanze della cittadinanza e, per quanto ovvio, rispetto assoluto della legalità.

Di seguito il programma de La Città delle donne e l’elenco delle donne che segnaliamo.

Il programma de

“La Città delle donne, la città di tutte e di tutti”.

Benessere sociale equo e solidale

è emerso che l’attuale crisi rende sempre più pressanti le richieste che arrivano dai soggetti deboli (bambini, anziani, indigenti, separati) e i servizi messi a disposizione fino ad ora diventano ogni giorno più insufficienti. Vista la scarsezza di fondi è necessario, allora, oltre alle azioni ordinarie mettere in campo politiche sperimentali già in atto in altri Comuni d’Italia che permettano il coinvolgimento attivo della popolazione e  della classe dirigente tutta, a partire da quella imprenditoriale, che viene chiamata ad un atto di responsabilità.

Sotto i riflettori ci sono le proposte per arginare il fenomeno della violenza sulle donne, in crescita costante. Gli interventi innovativi che vedono la creazione di condomini solidali (case messe a disposizione a basso costo per i separati in difficoltà), food sharing (una sorta di albo di raccolta di fornitori e privati per la raccolta di cibo), la promozione dellesocial street, strade sociali, appunto, nelle quali i condòmini svolgono pratiche di buon vicinato, interventi di counceling. E’ necessario anche incrementare il numero di asili anche aziendali o interaziendali o tra consorzi di imprese, per integrare il numero di quelli già esistenti, a fronte di sgravi fiscali. Un riflettore va acceso sul centro sociale di Bari vecchia che le stesse donne della città hanno denunciato essere in sostanziale stallo. Per i minori e adolescenti va attivato un servizio che aiuti a gestire l’uso di internet con corsi genitore/figlio. E ancora spazi aggregativi e altri punti che troverete nelle schede.


Governo della città e costruzione partecipata e trasparente della decisione

Il tavolo ha ragionato sui metodi. Il punto di partenza è la crisi di rappresentanza e della politica. Le donne pagano particolarmente la crisi dei corpi intermedi (leggi partiti) perché hanno una modalità diversa della raccolta del consenso. Gli uomini in politica tendono a operare per moltiplicare il loro consenso personale, è emerso invece che le donne si approcciano alla politica con l’ottica del riconoscimento dei problemi e della loro soluzione. Obiettivo è quello del miglioramento dei sistemi di delega e rappresentanza. Per cui via libera ai sistemi di accesso privilegiato delle donne alla politica (quote, doppia preferenza, ecc) che è vero che sono da considerarsi necessari, ma transitori. Non a caso gli Stati generali hanno proposto un patto di responsabilità fra donne che continuerà nel tempo come strumento di partecipazione e verifica nell’attuazione dei programmi individuati. In vista delle elezioni amministrative, le donne de Gli Stati generali hanno chiarito di respingere il sistema del voto di scambio, anche fra candidati e candidate della stessa lista, e strutturano un luogo di interlocuzione fissa nella “Casa delle donne del Mediterraneo”, contenitore che Gli Stati generali chiedono all’amministrazione di istituire. Per le modalità specifiche si rimanda alla nota in cartella.

 

Lavoro e dinamismi economici

Il lavoro resta uno dei temi principali del nostro tempo, le recenti statistiche sulla disoccupazione nel Paese lo testimoniano. Necessario, allora, uno snellimento delle pratiche burocratiche prevedendo l’informatizzazione dei servizi; necessario pure sviluppare un sistema di concertazione fra attori sociali e istituzioni per potenziare una rete di servizi che rispondano alle esigenze di ricerca occupazionale e di conciliazione dei tempi di lavoro (vedismart working). Determinare quote all’interno degli uffici pubblici o delle municipalizzate per il reiserimento di uomini e donne over 40. Prevedere corsi di formazione in linea con le reali esigenze del mercato e conseguente divulgazione degli stessi; strutturazione di piani formativi rivolti a quei soggetti fuori dal mondo del lavoro in età compresa tra 40 e 60 anni. Creazione di un tavolo di concertazione permanente formato da municipi, associazioni sindacali, associazioni datoriali e una delegazione de Gli Stati generali delle donne per migliorare l’inserimento e la tutela nel mondo del lavoro. Gli obiettivi raggiunti diventano una piattaforma nazionale da portare in sede Anci.

Culture e Saperi

Il tavolo ha fatto il punto sulle politiche culturali individuando la necessità di una pluralità di sguardi. Si chiede l’istituzione (non solo una delega) di un’assessorato alla Cultura, accorpato a Turismo e Sport per creare una sorta di welfare culturale inteso come servizio ai territori: di qua la creazione dei “Presidi di civiltà” in ognuna delle 5 circoscrizioni in cui attivare iniziative di scambi con le scuole, favorire la circolarità delle informazioni, creare eventi diffusi e decentrati attraverso un unico sguardo che abbracci tutta la città valorizzando risorse e spazi fino ad ora inutilizzati e coinvolgendo soprattutto le periferie. Il cuore pulsante delle politiche culturali chiediamo che diventi la “Casa delle donne del Mediterraneo” anche casa di scambio e di accoglienza di culture altre. Ormai sono una realtà gli eventi organizzati da etnie diverse dalle nostre che potrebbero favorire l’integrazione, mitigando la paura del diverso, dell’altro. In questa logica la delega allo Sport diventa un mezzo di sensibilizzazione per integrare la cultura altra nel tessuto sociale e valorizzare gli spazi di pratica sportiva. La Casa delle donne del Mediterraneo avvierà rapporti anche con le altre realtà internazionali per uno scambio accrescitivo di esperienze di donne e non solo.

Necessario, inoltre, creare maggiori sinergie fra amministrazione comunale, università, Istituto agronomico mediterraneo, Politecnico, centri di cultura e istruzione diffusi sul territorio non solo per una circolarità dei saperi e delle opportunità, ma per cogliere la chance di sviluppo che gravita attorno al mondo dell’università, della produzione di beni immateriali e di innovazione  che creano opportunità lavorative (vedi Perugia che basa gran parte della sua economia su tutto ciò che gravita attorno al mondo universitario) e di sviluppo territoriale. E’ necessario, insomma, creare Bari- città universitaria uscendo dai vincoli ciuesi e autoreferenziali di ciascuna realtà.

Pianificazione Urbanistica

Il tavolo si è occupato di trasporti, sicurezza, pianificazione dei tempi della città, edilizia/accessibilità spazi e luoghi, pianificazione urbana e territoriale. L’approccio di genere ai temi della pianificazione urbana sviluppa nuovi sguardi e nuovi metodi alla ricerca di una quota equa delle opportunità e delle risorse presenti in ambiente urbano. Lo spazio abitativo al femminile che è il punto di partenza verso la città intera attraverso il quartiere.

Si parte dalla necessità di individuare un metodo di indagine (una best practice) per la realizzazione di progetti pilota implementabili in tutta la città. Un esempio è quello di lavorare su due quartieri a confronto (uno in evoluzione e uno già strutturato) per rintracciare i bisogni e i percorsi reali quotidiani da cui tracciare delle mappe della città che individuano le criticità e su cui scegliere i progetti principali di trasformazione, vista l’esiguità delle risorse a disposizione.

Per i trasporti, è allo studio della Unione Europea un Piano di genere. Il tavolo dell’Urbanistica ne propone i punti al Comune di Bari adeguandolo alle esigenze locali. Come ad esempio la valorizzazione delle vie d’acqua, come sistema di trasporto complementare sul mare. Inoltre, ottimizzare i tempi dei trasporti significa ottimizzare i tempi delle donne.

Per la sicurezza, sono da rivedere i sistemi di integrazione dell’illuminazione urbana degli spazi pubblici (strade e piazze) con riferimento alle nuove tecnologie come i sistemi sensoristici che si modulano in relazione alla presenza umana. Riducendo così anche i consumi di energia pubblica.

Per il territorio, si parte dall’individuazione di luoghi fisici, i “Laboratori dell’abitare”, dove le esigenze dei cittadini devono trovare corrispondenza nel lavoro dei tecnici comunali.

Il tema della bellezza – Va affrontato a cominciare dall’educazione alla bellezza che trova nella scuola il luogo fisico per eccellenza della formazione, a partire proprio dalla rigenerazione degli edifici scolastici. Anche il tema del decoro urbano è fondamentale con la mappatura degli edifici ad alto potenziale rigenerativo, al Piano del colore, al recupero degli spazi di risulta da adibire ad orti urbani. Importante la promozione del concorso di idee come strumento democratico della costruzione della bellezza.

Va incentivata anche la partecipazione attiva dei cittadini alla manutenzione degli spazi degradati. La legge prevede che gli amministratori forniscano mezzi e supporto di competenze. Auspicabile sarebbe che l'amministrazione si rappresenti al cittadino attivo in modo unitario, con un unico ufficio, un’unica responsabilità individuata e individuabile per questo genere di pratiche.

L’esperienza di altre realtà di: adotta un monumento, adotta un giardino o adotta una strada possono incentivare il tema dell’appartenenza del cittadino alla città attraverso libere sottoscrizioni su progetti definiti dall’amministrazione comunale.

Tonomastica al femminile – Si spera che in futuro il Comune abbia maggiore attenzione nell’assegnare nomi di donne alle strade cittadine.

Patto fra donne di lealtà e di responsabilità

Premessa
Il Governo della città non è un’attività neutra. Esso, infatti, produce degli effetti diretti sulle comunità sulle quali interviene, le quali sono portatrici di interessi diversi e a volte in conflitto fra loro. La crisi della politica e la crisi della rappresentanza – nonostante l’acceso dibattito sulla opportunità o meno di introdurre sistemi di riequilibrio di genere negli organi elettivi e non – incidono sulle opportunità delle donne di partecipare ai processi decisionali. Esse, infatti, già poco introdotte nei meccanismi di costruzione del consenso, subiscono ancor più la mancanza di strutture nelle quali gli interessi collettivi si organizzano, poiché tale mancanza fa prevalere meccanismi di raccolta di voti collegati alla visibilità e alle relazioni/influenze/contiguità personali.

Le donne che hanno partecipato ed aderito agli Stati Generali di Bari credono fermamente nel ruolo e nella responsabilità della politica nel perseguimento del bene comune.

Non condividono, pertanto, la logica di governo volta alla ricerca della mera acquisizione di posizioni di potere e, conseguentemente, si impegnano a praticare una politica distante della mera moltiplicazione dei voti, bensì funzionale alla (ri)cognizione dei problemi che affliggono il territorio  di riferimento ed alla  ricerca delle relative soluzioni nella logica della condivisione.

Guardare la realtà per ribaltarla

Siamo tutti e tutte abituati a logiche di governo caratterizzate da uno sguardo e da metodi maschili, per il semplice fatto che raramente le donne partecipano direttamente e attivamente al governo delle città. Condividere la responsabilità delle decisioni tra uomini e donne partecipi di una consapevolezza delle differenze di genere, invece, non può che riequilibrare la visione dei luoghi che abitiamo e della democrazia che agiamo. Il principio della necessità del riequilibrio della rappresentanza dei generi, d’altra parte è ormai affermato senza ombra di dubbio dalla giurisprudenza, in applicazione del principio costituzionale di uguaglianza sostanziale tra uomini e donne (artt. 3 e 51 Cost.). E la legge 215/2012, in applicazione di detto principio, ha introdotto la facoltà di esprimere la doppia preferenza.

Per rafforzare queste buone pratiche è anche necessario costruire dei luoghi, anche fisici, in cui condividere le informazioni e rendere permanente il confronto, in modo da ridurre progressivamente la attuale distanza tra rappresentanza e rappresentatività.

Per quanto riguarda i sistemi impositivi delle cc.dd. “quote” come di strumenti di riequilibrio/privilegio o di precedenza per favorire l’accesso delle donne alle cariche istituzionali, gli Stati generali ne auspicano la transitorietà, perseguendo l’obiettivo di una autentica parità che ne valorizzi la diversità.

Ulteriore tema con il quale le donne degli Stati generali hanno deciso di confrontarsi riguarda la salvaguardia del principio democratico di cui è espressione l’assenza del vincolo di mandato che le donne intendono fronteggiare mediante un PATTO di RESPONSABILITA’ in virtù del quale, nell’assoluto rispetto dell’autonomia  e della libertà di pensiero, le aderenti agli Stati generali:

1) si impegnano in una pratica politica di rafforzamento della democrazia:

  • conducendo la campagna elettorale con modalità trasparenti, con sobrietà nell’uso delle risorse e, per quanto ovvio, rispetto assoluto della legalità. 
  • affermando la necessità di  un continuo confronto, ed a tal fine si impegnano ad individuare un luogo stabile a ciò funzionale, che potrebbe essere la “Casa delle Donne del Mediterraneo”.

2) in caso di elezione se candidate, e in ogni caso se inserite in organi di governo, sottogoverno o organi collegati (aziende, enti, ecc.), si impegnano a:

  •  garantire informazioni;
  •  garantire un permanente e periodico confronto mediante appuntamenti mensili;
  •  sostenere negli organi in cui dovessero essere elette, designate o nominate, i principi della democrazia paritaria e sostenere i punti programmatici emersi nelle giornate di lavori degli Stati Generali, che saranno ulteriormente sviluppati e approfonditi

 3) durante la campagna elettorale, si impegnano a sostenere politicamente le candidate sui temi condivisi dagli Stati generali;

4) successivamente alla elezione si impegnano alla elaborazione concertata degli interventi e delle proposte sulle tematiche di interesse comune e condivise dagli Stati generali secondo la logica della progettazione partecipata.

Investire sull'infanzia: conferenza nazionale sull'infanzia e l'adolescenza a Bari il 27 e 28 marzo

 

I prossimi 27 e 28 marzo la Villa Romanazzi Carducci di Bari ospiterà la Quarta Conferenza nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza: «un grande momento istituzionale di ascolto, elaborazione e partecipazione su temi che interessano non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche bambini, ragazzi e famiglie», a cui prenderanno parte i più noti studiosi italiani.

L'evento, organizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, rappresenta un'occasione importante di confronto e scambio tra le amministrazioni centrali e territoriali, le associazioni, il privato sociale, le imprese e tutti gli attori che si occupano di infanzia e adolescenza, e darà il via a un'ampia consultazione tra le forze coinvolte in vista della formulazione del Piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza.

Il titolo della due giorni, Investire sull'infanzia, richiama l'importanza dell'investimento sui bambini in termini di ritorno economico alla comunità. Una questione centrale nel dibattito sull'infanzia e sull'adolescenza, filo rosso che lega tra loro i temi delle quattro sessioni parallele previste dalla conferenza: Bambini e povertà delle famiglieBambini e ragazzi fuori della propria famiglia,Dall'integrazione all'inclusioneServizi socioeducativi per la prima infanzia: pari opportunità di partenza?

L'incontro sarà aperto dai saluti istituzionali e proseguirà con la relazione introduttiva di Giuliano Poletti, ministro del lavoro e delle politiche sociali. La mattina di lavori darà poi spazio all'intervento di Daniela Del Boca, docente all'Università di Torino, sul tema Perché investire nell'infanzia, e alla presentazione di alcune esperienze.

La giornata di studio proseguirà, nel pomeriggio, con le quattro sessioni parallele citate prima, a cui interverranno, fra gli altri: Linda Laura Sabbadini, dell'Istat; Paola Milani e Valerio Belotti, docenti all'Università di Padova; Vinicio Ongini, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; Susanna Mantovani, docente all'Università di Milano-Bicocca. Il programma pomeridiano del 27 prevede anche altri appuntamenti, fra cui un workhop su invito sulla Raccomandazione della Commissione europea Investing in children: breaking the cycle of disadvantage, intitolato Investire nei bambini in Italia: strumenti dell'Ue e opportunità di finanziamento.

La giornata successiva inizierà con un intervento dei ragazzi coinvolti nel progetto Partecipare, infinito presente, promosso dal Pidida, Coordinamento per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. A seguire, la restituzione dei lavori di gruppo, moderata da Raffaele Tangorra, del Ministero, e una tavola rotonda a cui prenderanno parte rappresentanti di istituzioni, associazioni e altre realtà. Le conclusioni sono affidate al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Il programma completo della manifestazione sul sito www.conferenzainfanzia.info

Di che genere sei? venerdì 14 marzo presentazione in Laterza

Venerdì 14 marzo alle 18.00 in Libreria Laterza (via Dante 49 Bari), Edizioni La Meridiana e l'Assessorato al Welfare del Comune di Bari in collaborazione con il Centro Antiviolenza "La luna nel pozzo" presentano il libro "Di che genere sei? Prevenire il bullismo sessista e omotransfobico" - a cura di B. Gusmano e T. Mangarella (Ed. La Meridiana). 

Intervengono: 
Anna De Vanna (referente Centro Antiviolenza "La luna nel pozzo")
Tiziana Mangarella (co-curatrice del volume)
Dario Abrescia (autore)
Floriana Bernardi (autrice)
Serenella Di Gioia (autrice e videomaker)
Angela D'Ottavio (autrice)
Rosy Paparella (Garante Minori Regione Puglia)

Chi può dire chi si deve amare? Chi ha il diritto di negare l’identità di qualcun altro o qualcun’altra? Chi stabilisce come ci si debba mostrare, come ci si debba vestire, quale tipo di vita e di relazioni desiderare? [...]
Questo denso e ricco manuale intende fornire molto più che una necessaria cornice teorica. Offre anche concreti strumenti di analisi degli stereotipi di genere e, soprattutto, un variegato repertorio di strumenti operativi per agire in contesti educativi con adolescenti. Incrociando una lettura interdisciplinare, introduce a percorsi d’aula per prevenire e contrastare le discriminazioni sessiste e il bullismo omotransfobico, in tutte le possibili declinazioni.

"Festival delle donne e dei saperi di genere. Nel segno delle differenze" a Bari dal 12 marzo al 3 aprile

Dal 12 marzo al 3 aprile, la città di Bari torna a riflettere sui “femminismi” e sulla riscoperta del valore della "differenza", con il “Festival delle donne e dei saperi di genere”.

Organizzato dal Centro Interdipartimentale di Studi sulla Cultura di Genere dell’Università degli Studi di Bari, il festival prevede cinque seminari sui temi dell’identità di genere, della violenza e della complessità dei rapporti, arricchiti da un ciclo di mostre, proiezioni di film e dallo spettacolo teatrale “La seconda stanza” della regista Maria Filograsso. Il tutto, alla presenza di ospiti provenienti dalle più importanti università italiane, oltre che scrittori, psicanalisti e rappresentanti di associazioni locali.

 

“Il nostro è l’unico festival in Italia ad affrontare questi temi anche attraverso l’arte, il cinema e il teatro. Per questo intendiamo restare qui, nonostante finanziamenti pressoché inesistenti”, ha spiegato la responsabile dell’organizzazione prof.ssa Recchia Luciani nella conferenza stampa di presentazione del programma, a cui ha preso parte anche la prof.ssa Rosa Gallelli (coordinatrice del comitato scientifico-organizzativo) e le rappresentanti di alcune tra le istituzioni e associazioni locali che hanno collaborato al festival.


In allegato il programma

Un altro genere di comunicazione è possibile?

Il giorno 7 marzo, dalle ore 9.30 alle ore 12.00, presso l'Aula del Consiglio Regionale in via Capruzzi, si terrà ilConvegno: "Un altro genere di comunicazione è possibile?", in collaborazione con l'Osservatorio sulla Comunicazione di genere e Corecom. Nell'incontro sarà presentata la ricerca "emittenti locali e differenze di genere: la parola alle donne",  promossa dall'Ufficio della Consigliera regionale di parità e finanziata dal CORECOM.
L'evento costituisce un momento di riflessione più ampio sull'importanza di una corretta rappresentazione di genere nei media, compresi i social network, per favorire l'affermazione delle donne nel mondo economico, politico, culturale, sociale e della comunicazione.
 
A seguire, si terrà  la conferenza stampa di presentazione del disegno di legge regionale per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne, per il quale è stato avviato l'iter di  approvazione.

PROGRAMMA

Ore 9.30 Saluti Istituzionali
Onofrio Introna Presidente del Consiglio Regionale
Patrizia Camassa Consigliera Ordine Regionale dei Giornalisti di Puglia

9.45 Apertura dei Lavori
Felice Blasi Presidente del CORECOM Puglia

10.00 Tavola rotonda
Introduce e coordina Serenella Molendini Consigliera Regionale di Parità

Intervengono:
Magda Terrevoli, Maria Pasanisi, Vincenzo Santandrea – Gruppo di ricerca “Emittenti locali e differenze di genere: la parola alle donne”.

Daniela Brancati, Giornalista, saggista, Presidente del Premio Immagini amiche “TV, Social network e pubblicità: facciamo il punto”.

11.30 Conclusioni
Elena Gentile Assessora al Welfare, Pari Opportunità e Politiche della Salute